Basta diete! Perdi peso e resta in forma con l’ipnosi

Basta diete! Perdi peso e resta in forma con l’ipnosi

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"Una donna misura col metro un giro vita visibilmente dimagrito"

L’ideale da raggiungere: a portata di mano

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Perché i soliti metodi per dimagrire sono spesso deludenti

Quando non siamo padroni della nostra mente nel suo insieme, quando non sappiamo gestirla e dirigerla a nostro favore… la presenza nella nostra vita di qualcosa che non ci piace, come il sovrappeso, produce emozioni negative che, per la loro stessa natura, ci precludono un esito positivo duraturo.

Come dei veleni, agiscono indisturbate, mentre noi corriamo alla ricerca affannosa del rimedio esterno – l’ultima folle dieta, esercizi di fitness portati allo spasimo, trattamenti estetici di ogni genere.

La disperata ricerca del corpo perfetto ha preso il sopravvento.

Siamo talmente abituati al bombardamento di promesse pubblicitarie miracolistiche che non ci soffermiamo neanche a riflettere sulla loro attendibilità.

Ci sono i fautori dell’idea: «sistema il corpo e starai bene». Poi abbiamo i sostenitori del concetto opposto: «placa la mente e starai bene». È il solito dualismo che caratterizza la nostra cultura.

Forse è il momento di chiederci se non ci sia una via diversa, più equilibrata, capace di portarci i benefici che finora ci sono sfuggiti

Ora, sappiamo che l’attività fisica in misura moderata fa bene a tutti, e qualche crema dimagrante spalmata sui cuscinetti adiposi è innocua (e, di solito, dall’effetto modesto), mentre possono addirittura risultare dannosi trattamenti più radicali.

Ma quello che può essere davvero azzardato – e deludente, è… la dieta.

Il fatto è che le diete ci fanno ingrassare sempre più nel lungo periodo.

Vediamo perché.
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Il sacrificio: apportatore di risultati positivi?

Vi ricordate i famosi fioretti della Settimana Santa che ci hanno insegnato da bambini? Per quanto amari possano sembrarci – per esempio, non mangiar dolci per tutta la settimana – sono in qualche modo realizzabili. In fondo, basta tener duro. Sette giorni passano in fretta e poi, la domenica, possiamo abboffarci di colomba e uovo pasquale.

Ma se ti venisse chiesto di non mangiar dolci per tutta la vita, come reagiresti?

Non si tratterebbe più di un piccolo sacrificio compiuto per devozione!

Quando desideriamo risultati a lungo termine, non ci basta «tener duro» – perché, semplicemente, un sacrificio simile non può durare. Se non altro perché c’è un potente istinto che ci farà arrendere.

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Quali schemi mentali usiamo per perdere peso?

Quando si tratta di sovrappeso, di solito gestiamo il tempo in maniera acritica e irrazionale. Soffriamo per l’immagine riflessa dallo specchio e ci torturiamo mentalmente per lunghi periodi… senza in realtà fare nulla di diverso.

Anzi, che sia a tavola o fuori pasto, siamo bravissimi nel vendere a noi stessi (e agli altri) tutta una serie di bugie e giustificazioni pur di continuare a ingozzarci – «Se non mangio pasta mi sento debole» (sei forse uno sportivo o svolgi un’attività sedentaria?) «Mi sento un calo di energia» (e giù un dolcetto, che nel giro di poche ore aggraverà quel calo!)

E se il medico curante suggerisce moderazione, arriviamo a giurare di mangiare pochissimo… Quasi niente.

Cosa stiamo facendo in realtà?

  • Abdichiamo al nostro stesso potere di scegliere quale vita vivere e come viverla.
  • Rinunciamo ad assumerci la responsabilità delle nostre scelte.
  • Nei casi estremi, arriviamo a insinuare che possano essere all’opera cause ineluttabili, indipendenti dalla nostra volontà (intolleranze alimentari non meglio provate, disturbi tiroidei non meglio identificati, o il normale cambiamento ormonale della mezza età…)

Tutto ciò per giustificare un sovrappeso di cui ci vergogniamo.

Quali schemi stiamo davvero utilizzando?

Sembra proprio che abbiamo limitato le nostre scelte a due sole opzioni, entrambe dolorose – mangiare senza ritegno o affamarci.

Bianco o nero.

Tutto o niente.

Un modo di usare la mente che purtroppo abbiamo imparato per imitazione, tanto è prevalente nella nostra società.

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Poi siamo costretti a prenderne atto

Di solito, qualche fattore esterno ci costringe a guardare in faccia la cruda realtà – si profila all’orizzonte la temuta «prova bikini» o l’acquisto forzoso di abiti più larghi, meno soffocanti.

Non ne possiamo proprio più, e quel senso di repulsione per la nostra stazza vince momentaneamente.

Allora assistiamo a un fenomeno inquietante: scatta la ferrea decisione di metterci a dieta, per quanto penosa sia, e iniziamo ad affamarci, stoicamente.

Aggiungiamo nervosismo e malumore all’infelicità di prima. Se fossimo bravi scrittori, potremmo benissimo pubblicare un manuale su come renderci per davvero infelici.

Non sappiamo, ahinoi, che ben presto saranno due gli istinti che, allarmati, si metteranno all’opera per far capitolare la nostra decisione.

Per inciso:
Lo sai che qualsiasi cosa poggi sul senso di repulsione o disgusto è destinato prima o poi a fallire? Sì, perché il disgusto non dura in eterno e, non appena inizia ad affievolirsi, si instaura in un batter d’occhio la situazione preesistente.

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Frattanto, peso e stazza diminuiscono (per ora)

Quando ci mettiamo a dieta – che sia debitamente prescritta o una drastica dieta fai-da-te o millantata come infallibile da qualche sedicente guru della snellezza – il corpo è costretto a utilizzare le riserve adipose per sopravvivere.

Perdiamo peso.

Questo è tutto ciò che conta in chi ha fatto del peso la propria ossessione. Non si accorge che quella perdita è spesso accompagnata da deperimento, malumore, calo di energie.

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Fino al momento in cui gli istinti hanno il sopravvento…

…e allora quella che era stata per noi una «ferrea decisione» crolla di botto, irrimediabilmente.

Riprendiamo ad abboffarci – e non c’è freno. Come prima, ricorriamo a tutta una serie di giustificazioni – Dopotutto in questi mesi ho perso peso… Ho già faticato abbastanza… Posso concedermi qualche sfizio… Solo una fettina di torta… E se riprendo qualche etto, adesso so cosa fare…

Ah, davvero?

Sono tutte scuse che spesso cozzano l’una contro l’altra, idee che non hanno alcun fondamento logico né garanzia di successo, bugie alle quali scegliamo di credere

…senza neppure accorgercene, perché non sappiamo gestire la nostra mente razionale e perché l’abitudine alla giustificazione è ormai consolidata in noi, tanto l’abbiamo praticata nella nostra vita.

Non sarebbe invece meglio aprirci alla verità?
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Così un ciclo si chiude

La famosa dieta è svanita. Riprendiamo a mangiare come prima, più di prima, e cacciamo giù anche i vaghi sensi di colpa che inevitabilmente si ripresentano.

Continuiamo a far del male a noi stessi per l’assenza di un sano autocontrollo. Accompagnata dall’assenza di senso di responsabilità. E andremo avanti così, finché quel vecchio disgusto per la nostra stazza non si ripresenterà.

E allora…
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E allora ricominciamo tutto daccapo

"Una serie di forchette vuote. Solo una infilza un minuscolo pomodoro"

Dieta drastica. Che tristezza!

 Ricominciamo, sì, con una nuova dieta. Nel caso peggiore, la dieta che va di moda in quel momento, quella che ci fa l’occhiolino dalla carta patinata di riviste o di libri non certo rigorosi. Un fai-da-te senza controllo medico. O magari col controllo della figlia medico che, cicciottella anche lei, potrebbe mettersi a dieta con noi, almeno per un po’.

Così non ci rendiamo neanche conto che quella dieta stravagante serve solo ad arricchire il famoso medico (medico?!?) che ha scritto il best-seller.

Come in una farsa, difficilmente vedremo la ragione vera per cui quel libro vende moltissimo. Anziché credere che ci siano tanti infelici come noi al mondo, tenderemo superficialmente ad attribuirgli una validità… in base al numero di copie vendute!

«È un best-seller, quindi quella dieta deve essere una bomba!», ci diciamo.

La nostra capacità di ragionamento sembra vacillare.

Che bella, ulteriore bugia ci siamo regalati!

Il calcolo è ancora all’opera, nell’ambito sbagliato. Ci tiene focalizzati sulla quantità, ci preclude il vagliare la validità del contenuto.

Con queste premesse, l’effetto potrà mai essere positivo?

Così ci ritroviamo a seguire rigidamente regole spiacevoli, spesso insensate, finché gli istinti vinceranno ancora una volta e noi precipiteremo ancora una volta nel vecchio schema, riprendendo a mangiare troppo e male.

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Pian piano, si insinua la «sindrome dello yo-yo»

Il ciclo è destinato a ripetersi.

Dimagramento sbagliato seguito da (sovr)alimentazione sbagliata. E a poco a poco si instaura in noi quella che io chiamo, con una metafora, la «sindrome dello yo-yo» – il peso sale e scende… Sale e scende… Sale e scende…

Che noia.

E che fatica!

Sì, ci sarà uno scatto di orgoglio dopo ogni dieta, ma la paura strisciante di tornare a essere sovrappeso ci renderà insicuri, togliendoci la gioia. E, con lei, la sana motivazione a stare bene e sentirci bene, in tutti i sensi.

Col passare del tempo, questa continua alternanza negativa farà aumentare il nostro peso di base, spesso ci danneggerà la salute e ci renderà tutt’altro che soddisfatti e felici, perché l’idea assillante del peso, cristallizzata e ininterrotta, continuerà a martellarci in testa come un disco rotto.

Finché anche questo sarà insopportabile. E allora diremo che le diete non funzionano (ma come, non avevamo forse detto: «solo la dieta mi fa dimagrire»?), allora neanche l’amor proprio potrà frenarci, e ci lasceremo andare allo sfascio, del tutto sconfitti. E invecchiati prematuramente.

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La dieta, da sola, di rado dà risultati permanenti

Chiunque abbia fatto una dieta per dimagrire sa già che, a intervalli più o meno regolari nel corso degli anni, dovrà purtroppo rimettersi a dieta.

Questo perché la dieta – che sia quella sana, prescritta dal medico o quella incauta, auto-prescritta da chi crede di sapere tutto – poggia per sua natura su una privazione, la quale si appella normalmente all’impiego della forza di volontà per essere mantenuta nel tempo.

Ora, la volontà è una importante qualità umana e, come tutte le qualità, ha un aspetto positivo e uno negativo. L’esito dipende da come la utilizziamo. Se impieghiamo, come facciamo di solito, la pura forza di volontà intesa come sforzo, ben presto constateremo che ha vita breve.

Perché ci costa troppo, comporta sacrifici eccessivi ed è quindi difficilmente sostenibile.

Lo sforzo, si sa, è perdente.

E non dà gioia.

Certo, la volontà interviene quando prendiamo la decisione di dimagrire. Ma quanta gioia c’è nello sforzo successivamente fatto per limitare l’assunzione di cibo a tot grammi degli alimenti che forse meno ci piacciono? Se ci intestardiamo, trascurando la mente emozionale, ben presto quest’ultima prevarrà – per il semplice fatto che è molto più forte della mente razionale – e noi abbandoneremo il perseguimento dell’obiettivo.

Forse, ci conviene di più tenerne conto…
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Il segreto per riuscire è creare un’armonia di intenti fra intelletto e sentimento

Come per molti altri obiettivi nelle diverse aree della vita, è importante che giungiamo ad allineare gli intenti delle due parti della mente per avere un successo duraturo ed essere soddisfatti di noi stessi.

La nostra mente razionale o conscia, indispensabile per tante altre cose, non può né sa dare ordini all’inconscio – che è ‘non conscio’ per definizione. Può solo valutare la situazione (la nostra stazza) e prendere la decisione (di dimagrire).

Se la mente inconscia non collabora, ogni sforzo è vano. La sua partecipazione, invece, è la chiave del successo.

Come facciamo allora a coinvolgere il nostro potente inconscio?
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3 semplici passi verso una silhouette sostenibile

È la cosa più semplice del mondo, anche perché siamo già predisposti naturalmente a farlo. Sebbene l’educazione da noi tenda a smorzare questa capacità, possiamo benissimo ripristinarla – a qualunque età.

  1. La prima cosa da fare è smettere di essere miopi e accettare questa verità fondamentale: la mente razionale – le cui funzioni sono la razionalità, la logica, il calcolo, l’analisi – non sa risolvere quei problemi che, interessando la mente nel suo insieme, richiedono che ricorriamo anche alle funzioni dell’inconscio. In caso contrario, quanto più ci ostiniamo a usare mezzo cervello, tanto più corteggiamo il fallimento.
  2. Successivamente è sufficiente imparare a entrare in quello stato di super-rilassamento chiamato ‘ipnosi’, che ci permette di accedere all’inconscio.
  3. Infine, ci basta imparare a comunicare con il nostro inconscio usando il suo linguaggio (non verbale).

Anche tu puoi imparare facilmente come fare. Scegli di porre fine alla sofferenza e vieni a scoprirlo.
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Storia di un caso (un po’ anomalo)

È un caso che mi riguarda, per cui posso parlarne liberamente.

Nell’autunno 2010, il mio corpo ha reagito a uno degli aggreganti dei tre vaccini antinfluenzali, sviluppando una terribile sindrome. Ho dato il consenso informato per il trattamento che mi ha salvato la vita. I medici me ne hanno descritto la distruttività potenziale. La scelta era fra rifiutarlo e morire nel giro di poche ore oppure accettarlo e affrontare possibili gravi conseguenze o la morte stessa.

Sia quel che sia, mi son detta, sono troppe le cose che ancora desidero fare nella vita per non tentare!

Poi ho cominciato a ingrassare. E ingrassare. E ingrassare… Mangiando normalmente, senza stravizi. Finché i medici hanno scoperto che la mia tiroide era pressoché scomparsa. Ecco l’effetto iatrogeno! Ma ero viva.

Il fatto era che non mi piacevo affatto, così grassa e letargica. E se l’ipnosi mi aveva aiutato moltissimo a uscire dalla paralisi e riprendere abbastanza rapidamente l’uso del mio corpo, poco poteva su una ghiandola che si era volatilizzata.

La serie di peregrinazioni in ospedale e presso vari luminari di endocrinologia, durata circa un anno, aveva dato risultati di scarso rilievo per quanto riguardava la stazza, benché la letargia fosse fortunatamente passata. Lo scossone è arrivato quando uno di loro mi ha invitato a «rassegnarmi, e acquistare un guardaroba di due o tre taglie più grande».

Rassegnazione? La parola non esiste nel mio vocabolario.

Quanto al fatto di non piacermi così grassa, ha aggiunto che in quello ero io l’esperta. Nonostante il tono lievemente sarcastico, aveva ragione.

Ero fiduciosa che la medicina potesse rimediare – era chiaro che avesse raggiunto il suo limite. Inutile ostinarsi.

Serviva quindi fare dell’altro.

Varie volte nella vita, in circostanze del tutto diverse, ho sperimentato che, quando sembra di essere a un punto morto, le nostre stesse risorse interiori possono venirci in aiuto. Dopotutto, la mente inconscia è stata definita «il campo delle infinite possibilità». E, fra così tante, vuoi non trovare quella che ti porti alla meta o per lo meno molto vicino?

Così ho preso saldamente in mano le redini del mio destino corporeo.

Si trattava soltanto di trovare la soluzione giusta per me.

Poi, sarebbe stato solo una questione di tempo.

Ci ho messo un altro anno, ma sono tornata ad avere il mio corpo di prima. Con mia somma gioia, ho potuto indossare di nuovo i miei abiti. E il senso di successo che ho provato è stato grande.

Naturalmente, ho usato l’ipnosi a piene mani. Ben sapendo che l’ipnosi non avrebbe potuto farmi ricrescere la tiroide, ho ideato varie tecniche adatte al mio caso particolare, tese a riportare nella norma il mio volume corporeo (non il peso). L’ho usata per mantenere emozioni positive e potenziare in me tutta una serie di qualità – la pazienza in testa – che mi erano indispensabili in quel frangente.

A questo ho semplicemente abbinato un’alimentazione adeguata. Non una dieta!

È stato un po’ lunghetto, ma alla fine sono stata premiata.

Ora, quello che sono riuscita a fare io in condizioni così difficili può essere fatto molto più facilmente da qualsiasi persona che sia in sovrappeso per l’eccessiva o sbagliata assunzione di cibo (anche se lo nega) o per il passare degli anni (sai, non è obbligatorio metter su pancetta e ‘maniglie dell’amore!’).

Non credi?
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Vuoi riconquistare una linea snella e sentirti in forma e vitale?

Dentro ogni grassottello si nasconde quella persona in forma smagliante che potrebbe essere. Falla emergere!

Il potere della nostra mente è solo nostro e possiamo usarlo solo per noi stessi.

Ci basta imparare come si fa a usarlo.

Qualsiasi risultato otteniamo, in qualsiasi campo, nasce nella nostra mente. La soluzione non può arrivare dall’esterno, se non in parte. Se pensi che, per il nostro inconscio, la mente conscia fa già parte del mondo esterno, capirai perché diete, pozioni e auto-imposizioni servano a ben poco.

E diano risultati passeggeri.

Mettere in contrapposizione intelletto e sentimento non è mai consigliabile. Che ci piaccia o no, vince sempre il sentimento. La dieta, così come normalmente intesa, pone al timone la mente razionale: calcolo e controllo (non più di tot grammi di… alimenti consentiti e non…).

Ingaggiamo una lotta titanica, dall’esito incerto.

Se invece sviluppiamo una bella padronanza della nostra mente, armonizzando le sue diverse funzioni, ci sarà molto più facile raggiungere il peso ideale e conservarlo nel tempo.

E diventeremo anche più saggi perché, evitando diete avventate, seguiremo un regime alimentare variato e bilanciato, che soddisferà il nostro senso del gusto e ci manterrà in buona salute.

Se vuoi scoprire come si fa a perdere peso nella maniera giusta, ossia:

  • in maniera naturale, graduale e sostenibile,
  • senza far fatica,
  • senza ingurgitare pillole o pozioni,
  • mantenendo uno spirito gioioso durante il percorso,
  • per poi smettere di preoccuparti del peso una volta per tutte,

allora impara come gestire il pensiero e la mente a tuo vantaggio e come entrare a volontà nello stato ipnotico per utilizzarlo a tuo beneficio – non solo nell’immediato per ritrovare la linea, ma per mantenere il risultato negli anni a venire.

In tal modo eviterai l’amara sconfitta e l’invecchiamento precoce, procurandoti invece un pieno e continuo benessere psicofisico.

Quando sei in salute e in forma, la vita ti sorride: ti senti libero, leggero e felice. A qualunque età.

"Una donna snella e felice corre saltellando sulla spiaggia, trascinando un velo arancione"

Linea, gioia e benessere!

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Per sentirti così, contattami o telefonami allo 02 8342 5599.

.Se invece ti tieni strette le tue vecchie idee, vuoi ‘tutto e subito’ e sei disposto a rovinarti la vita con strategie che hanno già fallito – beh, allora ricorda che anche in quel caso sei tu stesso l’artefice del tuo destino.

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P.S. Un particolare ringraziamento a quegli amici diffidenti dell’ipnosi, tuttora in sovrappeso, e ai clienti oggi felicemente in forma, che a loro insaputa, hanno fornito la materia prima per questo articolo.

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Photo credit: ©iStockPhoto-MarsBar-gerenme-erikreis
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PROFILO DELL’AUTORE: Emma Gasperoni, fondatrice di IpnoBenessere, è Ipnotista certificato e Coach personale & professionale che ti facilita l’acquisizione di modelli di pensiero e strategie empowering, cioè capaci di ripristinare il tuo potere personale, sì da sentirti motivato e ispirato a costruire la tua grandezza. Per leggere altri articoli scritti da Emma e per saperne di più sui servizi di consulenza, corsi e workshop che offre, visita il suo sito www.ipnobenessere.com o contattala direttamente via email o per telefono allo 0283425599.


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