Raggiungi i tuoi obiettivi con l’ipnosi, la via più valida e sicura

Raggiungi i tuoi obiettivi con l’ipnosi, la via più valida e sicura

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Realizzare i nostri obiettivi è un’arte: quando entrambe le parti delle mente collaborano, allora useremo appieno la conoscenza, l’intelligenza e il pensiero creativo. Avremo successo.

"Realizzare i nostri obiettivi è un'arte: quando entrambe le parti delle mente collaborano, allora useremo appieno la conoscenza, l'intelligenza e il pensiero creativo. Avremo successo."

La mente: profondità insondabili di creatività

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Che cosa vorresti fare nella tua vita che non riesci a fare oggi?

 

Dentro di noi esiste un tesoro nascosto di qualità o risorse scarsamente utilizzate.

Dietro ogni obiettivo che possiamo formulare si cela l’intima aspirazione di pervenirvi da soli, con le nostre forze, che ne siamo consapevoli o meno. Naturalmente, dopo aver acquisito le competenze del caso. Questo perché il desiderio di buona riuscita nelle diverse aree dell’esistenza non riflette altro che l’aspirazione innata a realizzare noi stessi, esprimendo il nostro valore quali esseri umani.

L’ipnosi «fatta bene» (non certo il quick fix) può aiutarti immensamente a diventare padrone della tua vita, fare le scelte migliori per te stesso e portarle a compimento, superando gli ostacoli che incontri sul tuo cammino.

Ricorda il vecchio adagio: «A tutto c’è rimedio, fuorché alla morte.»

Bene. Allora, diamoci da fare e… cerchiamo quel rimedio.

Perché, nel momento stesso in cui iniziamo a raccontarci la verità ed evitiamo di utilizzare la «mente pigra» – quella che ci mantiene nella comfort zone –, la nostra vita può cambiare in maniera mai immaginata prima.

Nel mondo anglosassone c’è un’esortazione: «Attento a ciò che cerchi, perché rischi di trovarlo!»

E allora, perché non diventare cercatori di soluzioni?

Cercatori di successo o buona riuscita?
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Abbiamo un cervello plastico, malleabile

 

La neuroplasticità, una stupefacente capacità del nostro cervello, sta guadagnando una accettazione sempre maggiore nel mondo scientifico quale proprietà complessa, eclettica e fondamentale.

È la capacità che il cervello ha di cambiare continuamente le sue connessioni e comportamento come risposta a nuove informazioni, nel corso dell’intera vita. Il nostro cervello può imparare e, cosa forse più rilevante, può adattarsi in modo nuovo e creativo di fronte a circostanze nuove – inaspettate o inconsuete che siano.

A qualunque età possiamo imparare cose nuove – sviluppare nuove performance e comportamenti, nuove capacità e credenze, nuove motivazioni e mete –, in tal modo attuando in noi profondi cambiamenti positivi, che si rifletteranno sulla qualità della nostra vita. Con nostra grande soddisfazione.

Se già siamo adulti, forse è bene ricordare che il processo sembra avvenire più lentamente che non durante l’infanzia. L’unica cosa che ci è richiesta per l’automiglioramento è un po’ di buona volontà, unita a salda perseveranza. Perché il cambiamento non è istantaneo, né può esserlo – è un processo che avviene a piccoli passi verso la meta e richiede almeno diverse settimane – se non, addirittura, diversi mesi.

Se ci soffermiamo a osservare al di là delle apparenze, vediamo che sono davvero poche le persone che hanno raggiunto un vero successo nella vita. Perché il successo è un sentimento basato sulla nostra identità – ossia il nostro vero valore, l’autostima così come la percepiamo realmente. E non ha nulla a che vedere (come spesso ci viene dato a intendere) con l’esteriorità, il lusso o i beni materiali.

E, se siamo molto attenti, vediamo che sono ancor meno le persone capaci di mantenere il successo nel tempo, nonostante il numero impressionante di coach e consulenti di ogni genere, come pure di libri fai-da-te che ci dicono cosa fare (e, solo molto di rado, come farlo).

Solo il successo interiore fa sgorgare la nostra genialità ed è il prerequisito per un durevole successo esteriore.

Così, l’ambizione sfrenata, il cocente desiderio o persino la passione ardente non bastano a garantirci un esito positivo se non impariamo a renderlo permanente, andando a cambiare letteralmente, con pazienza e perseveranza, l’uso quotidiano che facciamo di quell’organo straordinario che è il nostro cervello.

Sì, perché è piuttosto insensato essere dotati di un organo stupefacente se poi non impariamo – per indolenza, troppa fretta o tout court credulità – come utilizzarlo per esprimere il meglio di noi stessi. Non credi?

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Perché, spesso e volentieri, gettiamo la spugna davanti agli ostacoli

 

Da piccoli, raccogliamo in famiglia un robusto bagaglio fatto di opinioni su (quasi) tutto e tutti, inclusi noi stessi; raccogliamo modelli di pensiero e di comportamento, reazioni emotive subitanee, valori e disvalori, qualche strategia per affrontare la realtà, regole più o meno rigide ecc., che entrano a far parte di noi come sistema di credenze e aspettative. Le nostre espressioni emotive sono spesso regolamentate dal rimprovero, teso a mitigare l’esuberante gioia o a far re-ingoiare la rabbia. Tutto questo non potrà non avere ripercussioni di qualche sorta sulla nostra vita e, in particolare, sulla realizzazione dei nostri obiettivi.

Poi andiamo a scuola. La scuola punta allo sviluppo delle facoltà intellettive, della razionalità, e sembra trascurare l’educazione del bambino al livello della sfera del sentimento e delle emozioni. Per di più, una scuola che incoraggi la recitazione delle lezioni, la declamazione del sapere a mano a mano appreso, smorza le abilità creative innate. L’acquisizione di conoscenza è fondamentale. Ma per ottenere il sapere ci serve una mente chiara e calma. E una mente chiara e calma dipende da una sana vita emozionale.

Così equipaggiati, da grandi è giocoforza imparare nuovi modi di affrontare e risolvere i problemi più o meno ardui – altrimenti detti difficoltà, intoppi, ostacoli, barriere, dubbi, blocchi, incertezze, contrattempi ecc. – e i disagi emozionali che la vita invariabilmente ci presenterà.

Spesso e volentieri, la via per raggiungere qualsiasi obiettivo ci proponiamo, che sia nell’apprendimento o in una performance, è costellata di difficoltà di vario genere, che è necessario affrontare e superare, se vogliamo arrivare alla meta.

Per inciso, noi abbiamo un problema quando non riusciamo a ottenere qualcosa che desideriamo oppure quando non riusciamo a superare qualcosa che non ci piace.

Nella capacità di risolvere i problemi intervengono diversi fattori, uno dei quali è il buon impiego della nostra intelligenza in tutte le sue facoltà, sia analitiche sia immaginative. Allora finalmente utilizzeremo il sapere – tutte le informazioni archiviate nella memoria – combinandole in maniera tale da ideare nuove possibilità di soluzione, nuove strategie e opportunità per noi stessi.

Utilizzeremo il sapere in maniera creativa, uscendo da quella pigrizia mentale che rischia di spingerci ad adottare soluzioni già note e, proprio per questo, poco efficaci.

E tu, come te la cavi nel superamento delle difficoltà che la vita pone sul tuo cammino? O, detto con altre parole, come te la cavi nella realizzazione dei tuoi obiettivi?

Facciamo ora due semplici esempi, presi dal nostro ambiente quotidiano.

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Storia della mosca e dell’obiettivo mancato

 

Osserviamo una mosca intrappolata in casa.

"Storia della mosca e dell'obiettivo mancato: una mosca intrappolata in casa conosce solo la trasparenza dell'ara. Non sa nulla di vetri. La sua strategia per uscire sarà perdente."

La mosca, di vetri ignara: come risolverà il problema?

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Cosa fa?

Cerca di uscire dalla stanza, naturalmente; cerca di riconquistarsi la libertà.

In quel momento, quell’unico obiettivo diventa la sua ragione stessa di vita.

Ma conosce una unica strategia di salvezza ed è quella di dover volgersi alla luce. Non sa nulla di vetri e l’unica trasparenza che conosca è quella dell’aria.

Cade in inganno.

Così inizia una immane battaglia: sperando di risolvere il suo problema, si lancia a capofitto, sbatte contro la lastra di vetro e ne esce tramortita e perdente. Una, due, tre volte. È sempre più indebolita e malconcia, ma insiste caparbiamente.

Continua a mettere in atto, freneticamente, quell’unica strategia che conosce, continua a ripetere lo stesso inutile volo, a pensare quell’unico pensiero fino a rovinarsi del tutto la vita – di solito muore, stremata, e noi ne troviamo il cadaverino sul davanzale.

"Storia della mosca e dell'obiettivo mancato: dopo inutili sforzi per uscire attraverso il vetro, la mosca muore."

L’ignoranza (da ‘ignorare’) o la falsa credenza ne determinerà la sorte

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La mosca è un esempio di quanto sia inefficace ostinarci a mettere in atto una strategia che si sia già rivelata perdente

… Anche una sola volta.
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Eppure quanti di noi inconsapevolmente fanno proprio questo?

 

Crediamo di fare la cosa giusta. Dopotutto, è quanto abbiamo appreso. O è quanto l’esperto ci ha consigliato.

Per noi è verità assoluta.

E non ci sogniamo neppure di mettere in discussione quell’idea, neanche quando è chiaro che non ci porti alcun risultato positivo.

E allora si instaura il «di più, di più», un processo piuttosto infruttuoso, in verità, della mente cosiddetta ‘razionale’. Anche in assenza di beneficio, portiamo avanti la stessa strategia improduttiva, pensando che la quantità o la durata abbiano qualche valore. Conosco una persona che, nel tentativo di smettere di fumare, era ricorsa per ben quattro volte allo stesso metodo – del tutto inefficace per lei.

Insistiamo, e a ogni fallimento il sabotatore interno provvede in automatico a farci sentire piuttosto (o sempre più) inetti. La nostra autostima ne soffre. Ci demoralizziamo. E la nostra paura del fallimento aumenta, finché convinciamo noi stessi di non essere all’altezza e passiamo alla sterile fabbricazione di giustificazioni o scuse.

Ci trinceriamo dietro false verità.

Ci arrocchiamo dietro il lamento, elevato a forma d’arte.

Dimentichiamo cose importantissime:

  • Dimentichiamo di essere capaci di scelta e di pensiero creativo.
  • Dimentichiamo che la via per il successo non può essere priva di fallimenti. Anzi, è necessario fallire, per poter imparare dagli errori. [Facendone tesoro, però! ;)]
  • Dimentichiamo che potremmo essere molto più abili e capaci se solo usassimo diversamente i nostri neuroni – tutti i nostri neuroni.

Ma nessuno ce l’ha insegnato. Volevano un pargoletto perfetto – a casa, a scuola. Un bambino capace di brillante riuscita al primo tentativo.

Una chimera.
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Il micio: «tentativo ed errore» fino al successo

Consideriamo ora il comune felino domestico, il gatto.

È un bell’esempio di come anche una intelligenza ridotta come quella di un mammifero meno evoluto dell’uomo, se usata bene, possa condurre alla realizzazione dell’obiettivo.

"Il gatto: 'tentativo ed errore' fino al successo. Quando il nostro micio vuole qualcosa, l'ottiene – immancabilmente, a meno che noi umani glielo impediamo."

Un gratta unghie e due palline: chissà quale avventura sta vivendo…

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Ora, quando il nostro micio vuole qualcosa, l’ottiene – immancabilmente, a meno che noi umani glielo impediamo.

A prima vista persevera come la mosca, non desiste. Eppure, se prestiamo attenzione, vediamo che lo fa con una certa perspicacia.

Possiamo chiuderlo per tre ore in bagno per fargli passar la voglia, ma appena lo rimettiamo in circolazione riprende dal punto esatto in cui l’avevamo interrotto.

Senza perder tempo in inutili risentimenti per l’ingiusta prigionia, passa subito all’azione, con impegno e imperturbabile serenità.

A volte sosta immobile per tempi che a noi paiono lunghissimi, studiando l’ambiente, come se stesse ponderando la sua prossima mossa. Poi passa cautamente a una prima fase esplorativa, per accertarsi che il nuovo non costituisca una minaccia. E, passo dopo passo, prosegue così, affrontando il non noto con coraggio, instancabilmente, fino a ottenere il risultato che aveva in mente.

Solo alla fine ci guarda, tutto soddisfatto, e attende i nostri complimenti – anche se ha portato un uccellino sul letto… [Sì, accade anche a Milano, da una balconata al quinto piano.]

Ma in quale modo vi perviene?

Come si comporta, in realtà?

Fra lui e la mosca c’è una profonda differenza.

  • Il gatto certamente non ‘pensa’ nel senso umano del termine, ma esegue elaborazioni mentali delle informazioni e prende decisioni sulle azioni da compiere.
  • È dotato di grande curiosità e ha la saggezza di non prendersi mai sul serio, neanche quando sbaglia. Sa divertirsi naturalmente.
  • È un acuto osservatore, capace di ingegnarsi – se il primo tentativo si rivela essere un errore, ne escogita subito un altro, facendo tesoro di quel primo errore. Di conseguenza, ogni tentativo successivo sarà sempre più adatto al suo scopo, in una messa a punto minuziosa e pressoché infallibile che lo porta quasi sempre a ottenere ciò che desidera.

Osservandone le mosse, si ha l’impressione che, a differenza di tanti umani, rifiuti a priori l’idea di un successo istantaneo. Si alimenta diversamente da noi, ma sembra sapere che di istantaneo ci sono solo i prodotti liofilizzati, come il caffè, il brodo o le pappe per bambini. Non il successo.

Successo che, in effetti, soprattutto nella realtà dell’umano adulto, non si raggiunge se non sviluppando le necessarie capacità e qualità con dedizione e duro lavoro.

Micio sembra avere una ‘saggezza innata’, che potrebbe essere all’origine della sua sacralità nei monasteri buddisti birmani o della sua presenza nel pantheon delle divinità egizie.

Ora, procedere per «prove ed errori» – vale a dire per tentativi, scartando a mano a mano quelli inefficaci fino a giungere al risultato desiderato è uno dei procedimenti di problem solving che caratterizzano il regno animale superiore, a inclusione dell’uomo.

Per amor di precisione, ricordiamo che l’uomo, per la soluzione di problemi, sa utilizzare anche altri procedimenti, fra i quali quello per insight, dove l’intuizione sgorga spontanea, al di fuori dei normali processi consci; o quello logico-matematico, proprio di alcuni ambiti.

In ogni caso, per superare gli ostacoli che bloccano la via per la realizzazione dei nostri obiettivi, è essenziale che sviluppiamo la capacità di vedere la situazione con occhi nuovi, al di fuori dagli schemi comuni, scartando ogni informazione irrilevante e ogni congettura, mantenendo una mente chiara, flessibile e aperta.

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Una creatura indipendente, non motivata a far piacere agli altri

 

Gli etologi ci dicono che il felino domestico è la creatura che, fra i mammiferi, ha la struttura cerebrale più vicina a quella umana, con i suoi 300.000 neuroni circa nella corteccia cerebrale.

Questa è la parte del cervello correlata all’intelligenza, preposta alla elaborazione delle informazioni, responsabile dell’apprendimento e della memoria.

Il micio ha un’intelligenza che alcuni ricercatori felinofili equiparano a quella di un bambino di sei anni. Altri, a quella di un bambino di circa due anni, come il cane.

Comunque sia, ho avuto modo di constatarlo quando mia nipote, anni fa, mi ha affidato due micini. Aveva avuto l’idea di regalare alla sua gatta un compagno per il suo primo compleanno. L’idea era sfociata in un inevitabile accoppiamento fra due esemplari Felis di razza europea. Sei micini in una cucciolata. Difficile sistemarli tutti. Che fine avrebbero fatto? La bambina era rattristata per la loro sorte. Nel tentativo di sollevarla, le ho porto l’anellino acquistato per lei nello Yemen. Con i grandi occhi scintillanti per la sorpresa, ha esclamato: «Grazie, zia. Com’è bello… Allora ne puoi avere due!»

E così è stato.

"Il felino domestico è una creatura indipendente, non motivata a far piacere agli altri. Fra i mammiferi è la creatura che ha la struttura cerebrale più vicina a quella umana."

Bilkis e Gilgamesh (detto Gillo)

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È difficile studiare il gatto in laboratorio per via del suo carattere indipendente e della scarsissima propensione ad accaparrarsi le simpatie di chicchessia facendogli piacere, piegandosi alle sue richieste.

A ben vedere, l’indipendenza è un tratto che caratterizza, in ogni specie, l’individuo autonomo, autosufficiente, autodeterminato. In una parola, libero. Quanto alla propensione a far piacere agli altri… beh, il rischio è diventare loro servitori.

Chi ha un gatto in casa sa bene che si instaura una convivenza fra pari, dove l’unica eccezione è una esigenza primaria del felino: la prima pappa della giornata in ore antelucane.

Il gatto non può avere un padrone.

Che sia questa autonomia il segreto delle sue nove vite? Dopotutto anche gli umani dotati di autonomia sembrano rallentare gli effetti negativi del passare degli anni sul «mentecorpo»…

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Digressione

Viene in mente un terzo animale… lo struzzo.

Non fa parte della vita quotidiana, perché vive nella savana. Si sa che corre veloce come il vento e perciò riesce spesso a sfuggire ai pericoli che incombono su di lui.

Vale la pena menzionarlo en passant.

Una credenza popolare vuole che, qualora si trovi a mal partito, nasconda la testa sotto la sabbia – come se il ‘non vedere’ possa garantirgli la salvezza. Se potessimo attribuirgli qualche funzione cognitiva, diremmo che ricorre al pensiero magico, come se dicesse: «Chiudo gli occhi, così la cosa che mi spaventa scompare.»

Esistono anche degli umani, si spera abbastanza rari, che si comportano così.

Non sanno affrontare a viso aperto le difficoltà che la vita presenta loro. Cercano di eluderle, di sottrarvisi, ignorandole; e così facendo si procurano tutta una serie di scelte fondamentalmente sbagliate, superficialmente egoistiche, capaci solo di tenerli lontano dalla realizzazione di se stessi e dalla vera gioia di vivere.

Se quella dello struzzo è una leggenda, così non è per gli esseri umani.

Vien da chiedersi come riescano a realizzare i loro obiettivi.

A meno che l’obiettivo stesso non sia… schivare i problemi.

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Intelligenza e creatività: il binomio ottimale

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Entra in scena l’intelligenza

 

Degli oltre otto milioni di organismi viventi che si stima esistano sulla Terra, sono già stati classificati un paio di milioni scarsi e si è osservato che, nell’ambito di ogni specie animale – inclusa quella umana – risalta chiaramente la presenza di qualche individuo geniale, insieme a tanti altri più limitati.

La mosca non è certo una creatura nota per il suo acume. Neanche Fedro o La Fontaine ne hanno sottolineato questa qualità.

Diverso è il caso del gatto domestico. Gli etologi ce lo descrivono come molto intelligente, capace di provare emozioni, dotato di memoria a lungo termine e di immaginazione, con grande capacità di apprendimento e di adattamento a nuove situazioni. Non solo, ma sa anche applicare la conoscenza già acquisita per risolvere i problemi.

Come gli umani, il gatto impara per osservazione, per imitazione, per «prova ed errore».

A questo punto, se ricordiamo che la ricerca sugli animali pecca di antropocentrismo, non tardiamo ad accorgerci che quelle stesse caratteristiche sono già presenti nella definizione di intelligenza umana.

Naturalmente, noi umani abbiamo una corteccia cerebrale molto più estesa di quella felina e siamo quindi dotati di una maggiore intelligenza, che ci permette di realizzare nella vita obiettivi molto più importanti.

Vediamo allora alcuni elementi costitutivi dell’intelligenza.

Essa ci consente di:

  • Pensare
  • Essere consapevoli di noi stessi e del nostro mondo
  • Reagire a stimoli interni ed esterni
  • Apprendere attraverso l’esperienza, collegando i fatti e le azioni
  • Crearci un ‘magazzino della memoria’ e sviluppare una memoria associativa
  • Comprendere l’ambiente
  • Capire gli altri e relazionarci a loro
  • Applicare la conoscenza acquisita, adattandola alle nuove situazioni
  • Mettere in atto un comportamento appropriato alla circostanza, gestendo o ‘disabilitando’, a seconda del caso, le nostre risposte istintive
  • Elaborare le informazioni al fine di superare gli ostacoli e realizzare i nostri obiettivi
  • Avvalerci anche di altri processi mentali come, per esempio, il ragionamento analitico, il pensiero astratto, la comprensione di idee complesse
  • Ecc.

È un bel corredo quello che la natura ci ha fornito.

Sfruttiamolo al meglio.

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Il pensiero creativo

 

Quando l’intelligenza si affianca alla creatività, il pensiero logico e analitico viene supportato da processi di tipo intuitivo e immaginativo.

Otteniamo allora il mix ideale per la buona riuscita personale e professionale.

Possiamo definire la creatività come la capacità di:

  • pensare in maniera nuova e insolita, originale,
  • ideare soluzioni uniche ai problemi, e
  • attuare quelle soluzioni.

Ora, se di solito le persone creative sono anche molto intelligenti, non è necessariamente vero il contrario. Quindi, il solo quoziente intellettivo, per quanto elevato, può non fare di noi dei brillanti innovatori.

Da un lato, gli studiosi ci dicono che l’intelligenza rimane pressoché invariata nell’arco della nostra esistenza – al diminuire dell’intelligenza fluida, caratterizzata da velocità di ragionamento e dal pensiero astratto, nella tarda età adulta segue l’aumento dell’intelligenza cristallizzata, che poggia sulla conoscenza, le esperienze e le abilità sviluppate nell’arco dell’intera vita.

Per contro, le nostre capacità creative possono essere sviluppate quotidianamente, con l’esercizio appropriato. E questa è una buona novella.

Come distinguere la persona creativa?

Cerchiamo in lei (o in noi) la presenza di queste qualità:

  • Flessibilità e pensiero giocoso (non puerile o sciocco!)
  • Motivazione intrinseca (non estrinseca)
  • Disponibilità ad assumersi dei rischi (senso dell’avventura vivo e vegeto)
  • Valutazione obiettiva e realistica della situazione (con i piedi ben piantati per terra).

La ricerca ha dimostrato che tutti noi possiamo essere più creativi nelle attività che svolgiamo quotidianamente – attività che, si spera, riflettano le nostre inclinazioni naturali.

Poiché la vita non è fissità, ma un continuo divenire dell’essere, ci è sempre aperta la strada per una crescita significativa.

Ma spesso non sappiamo come fare ad attingere alla nostra creatività, o a migliorarne l’impiego che ne facciamo.

Abbandoniamo per prima cosa l’idea che questa qualità sia riservata alle persone dotate di talento creativo nelle arti figurative o in altri ambiti.

E quando pensiamo alle cosiddette «persone straordinarie», ricordiamo che sono partite da un livello molto simile al nostro e che l’unica differenza in loro favore è data dall’aver già percorso un tratto più lungo sulla via dell’automiglioramento.

La creatività, al pari di ogni altra qualità, può essere potenziata. Allora saremo dotati di maggiore capacità inventiva, di originalità, saremo pieni di iniziative, saremo più innovativi e intraprendenti.

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«Siamo tutti geni. Ma se giudichi un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi su un albero, vivrà la sua intera vita credendo di essere stupido.» — Albert Einstein

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Mosca, micio, struzzo. E tu?

 

E tu, caro lettore, come ti poni di fronte alle difficoltà che si intromettono fastidiosamente fra l’idea iniziale e la realizzazione delle tue mete?

Se ti chiedessi in qual misura tu riesca a raggiungere i tuoi obiettivi, cosa sceglieresti fra:

  1. Di rado
  2. Spesso
  3. Quasi sempre

Sii sincero con te stesso (non è necessario che tu mi scriva o lo dica ad alta voce).

  • Ti è facile prendere una decisione?
  • O rimani a lungo invischiato nel dubbio o nella paura di compiere la scelta sbagliata?
  • O, al contrario, decidi d’impulso, senza vagliare la situazione?

Non possiamo avere la pretesa di ‘vincere’ sempre, ogni singola volta, per quanto piacevole possa essere. Chi afferma una simile sciocchezza sta mentendo. Così come è altrettanto falso proclamare l’esistenza di un ‘perdente’ nella vita.

Può essersi instaurata in noi, in forza dell’abitudine, una propensione a vincere o a perdere, sì, ma ci è sempre data la possibilità di rimediare. Ricordando che, al mondo esisterà sempre qualcuno più bravo e qualcuno meno bravo di noi – a qualsiasi livello ci troviamo.

Così come avviene nello sport, a volte nella vita incontriamo qualcuno più allenato e più forte di noi. Qualcuno che ha già sviluppato la capacità di entrare nel flow. E allora, la regola rimane: «Vinca il migliore

Asteniamoci dai paragoni, che fanno soltanto male a chi li fa, e assumiamoci la responsabilità delle nostre realizzazioni. Come portiamo avanti il processo – dall’idea iniziale alla sua attuazione – è solo merito o demerito nostro. Gli altri e le circostanze non c’entrano.

Tutto dipende da quanta strada abbiamo già percorso dopo aver imboccato quella via immaginaria verso l’eccellenza – la via che ci permette di sviluppare sempre più qualità, attingere a un numero sempre maggiore di risorse innate, fino a produrre esiti sempre migliori in ciò che facciamo, fino a sentirci persone di successo.

Allora, come premio, vedremo fluire molta più gioia nella nostra vita.

L’importante è:

  • non accontentarci di risultati sporadici o modesti,
  • non scoraggiarci,
  • non cedere alla facile e deludente mediocrità.

Qualunque sia la tua situazione, sappi che è semplice acquisire padronanza di sé e calma interiore. Una mente chiara è il prerequisito di ogni buona decisione. E ogni buona decisione è la base della buona riuscita, della realizzazione dei nostri obiettivi.

C’è un «ma», sì, perché la perfezione non esiste. Non tutte le ciambelle riescono col buco. E allora sapremo lasciare andare l’obiettivo mancato con naturalezza e senza rimpianti o risentimento, e affronteremo le nuove sfide con le nostre forze pressoché intatte.

Pensi che sia un miraggio?

Ricrediti.

C’è un grande potere racchiuso nella nostra scatola cranica, che solo i migliori maestri ci insegnano a utilizzare. Non si tratta di magia, né di «veloci sistematine» provenienti dall’esterno. Si tratta di duro lavoro.

Sì, è un assiduo lavoro interiore che ognuno di noi deve imparare e fare in prima persona.

Le persone straordinarie o geniali di ogni epoca l’hanno fatto.

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Qualche suggerimento utile, per cominciare

 

Nel viaggio di crescita che è la vita, per poterle dare un senso o significato, l’importante è arrivare alla meta, realizzando gli obiettivi che a mano a mano ci poniamo, in un percorso che porta alla realizzazione del sé e alla felicità.

A qualunque punto ci troviamo, prendiamo in considerazione noi stessi e il nostro comportamento, facciamolo con sincerità e iniziamo a sviluppare una certa autoconsapevolezza attraverso l’osservazione dei nostri schemi di pensiero e modelli di reazione agli eventi.

Chiediamoci come svolgiamo i compiti e le attività quotidiane e, per quanto riguarda il tempo libero, quante ore passiamo in attività sterili e passive (per esempio, davanti al televisore), o quanti e quali libri leggiamo per nutrire la nostra mente.

Soprattutto, notiamo quali siano la qualità e il genere delle esperienze che scegliamo (o non scegliamo) di fare.

Ed è qui che entrano in gioco le nostre caratteristiche personali e le nostre emozioni.

Chiediamoci:

  • Riusciamo a non sentirci frustrati se non troviamo la soluzione al primo tentativo?
  • Siamo in grado di perseverare, senza scoraggiarci, per tutto il tempo che ci vuole?
  • Abbiamo una mente abbastanza aperta da accogliere nuove idee, nuove possibilità?

Sviluppare un atteggiamento mentale aperto ci consente non solo di evitare emozioni spiacevoli, ma anche di ingegnarci nel trovare la soluzione più adatta alla situazione. È questo un punto fondamentale per pervenire alla realizzazione dei nostri obiettivi.

Tutto parte da noi stessi – da una semplice scelta – che può avvenire a qualunque età. L’intelligenza ci sarà di sostegno nella importante fase di (ri)apprendimento. Perché tutti abbiamo la capacità di:

  • uscire da modelli mentali limitati e limitanti,
  • riconquistare emozioni positive e ottimistiche,
  • rispolverare il coraggio di crearci una vita migliore.

Un buon lavoro ipnotico, fatto come si deve, ci aiuta su tutti e tre i fronti.

Anziché impiegare metodi perfettamente logici e altrettanto faticosi e spesso inefficaci, poiché è illusorio cambiare il comportamento con un atto di volontà, svilupperemo qualità e risorse già presenti in noi stessi, per quanto in embrione – l’unica via che possa garantire la nostra crescita e, quindi, la buona riuscita nei nostri progetti di vita.

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«Allora useremo appieno la conoscenza, l’intelligenza e il pensiero creativo per realizzare i nostri obiettivi. Avremo successo.»

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"Emma, il tuo Mind Mentor".
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Photo credits: © iStockphoto_Enjoylife2_alexh (prime tre foto); © Emma Gasperoni (foto dei mici)
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© 2016 Emma Gasperoni, IpnoBenessere.
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PROFILO DELL’AUTORE: Emma Gasperoni, fondatrice di IpnoBenessere, è Ipnotista certificato e Coach personale & professionale che ti facilita l’acquisizione di modelli di pensiero e strategie empowering, cioè capaci di ripristinare il tuo potere personale, sì da sentirti motivato e ispirato a costruire la tua grandezza. Per leggere altri articoli scritti da Emma e per saperne di più sui servizi di consulenza, corsi e workshop che offre, visita il suo sito www.ipnobenessere.com o contattala direttamente via email o per telefono allo 0283425599.


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