Ritmi cerebrali e ipnosi: perché ci conviene conoscerli

Ritmi cerebrali e ipnosi:
perché ci conviene conoscerli

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Io non sono collegata in alcun modo a quei ‘signori’, presumibilmente tesi al facile guadagno, sfruttando (‘depredando’) l’opera dell’ingegno altrui.

Qualcuno mi ha già telefonato, lamentando malessere in seguito alla frequentazione⁄impiego di quanto acquistato online da quegli account Facebook. Pertanto mi dissocio pubblicamente da quegli individui e da quegli account Facebook e declino ogni e qualsiasi responsabilità per i danni da loro arrecati.

Io sono una ipnotista professionale, lavoro in maniera etica, seria, onesta, senza vendere alcunché online – né mp3 né altro. Io tengo sedute individuali e corsi – come puoi vedere tu stesso dalle pagine di questo sito.

Bene, la situazione è chiarita.

E ora goditi pure questo articolo.

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Se una cosa esiste, una mente l’ha concepita

Ogni singola scoperta mai fatta dall’uomo, dalla ruota al bosone, nasce da una prima fase creativa o ideativa, da un pensiero o da un lampo di intuizione, se vogliamo, che poi si traduce in qualcosa di osservabile sul piano fisico, materiale.

Del resto, anche molte religioni e miti della creazione attribuiscono l’origine di tutto ciò che è a un pensiero divino, seguito da un suono – basti pensare al Verbo della tradizione giudaico-cristiana, al suono primordiale Óm dell’Induismo o al canto di Stich-tche-na-ko, Donna Pensante, la Grande Madre di Luce degli Indiani Keres del Nuovo Messico, la mente superiore che, salmodiando e tessendo, dal nulla creò tutte le cose.

E cos’altro è la parola se non il pensiero pronunciato ad alta voce?

Anche la qualità della nostra vita nasce nella nostra stessa mente, che ci piaccia o meno. Sono le nostre idee in genere, con le corrispondenti emozioni e le domande che ci poniamo a determinare quanto ci sentiamo realizzati e felici, mentre le condizioni o circostanze esterne sono di minor peso – contrariamente a quanto tanti credono.

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Il pensiero crea

Sì, il pensiero crea la nostra realtà. Se non ci credi, fai un piccolo esperimento per scoprire come sia la tua visione del mondo:

  1. Raccogli le principali opinioni, supposizioni, credenze e ipotesi che hai su te stesso, sugli altri e sull’andamento delle cose;
  2. Considera lo stato d’animo prevalente che te ne deriva;
  3. Vedi se la qualità della tua vita vi si conformi o meno.

Se sei sincero con te stesso, noterai un filo sottile che colora di una unica tonalità questi tre aspetti. Come definiresti la tua vita: brillante o cupa? Intensa o scialba? Vivace o spenta?

Tutto parte dal pensiero.

E se tu scoprissi che il tuo modo di pensare scricchiola un po’, producendoti scontentezza di te, come potresti iniziare a migliorare le cose?

Innanzi tutto, assecondando il desiderio di diventare migliore in ciò che sei e in ciò che fai. È un’aspirazione legittima e ammirevole, insita nella stessa natura umana, che spesso però si trova sepolta sotto bizzarri surrogati come l’arrivismo, per esempio, o la smania di apparire o di possedere.

In secondo luogo, imparando a utilizzare consapevolmente alcuni stati o livelli di coscienza.

Sono questi i primi passi da compiere in ogni percorso di crescita personale. Potrai così iniziare a superare i tuoi limiti e incamminarti verso l’eccellenza e, gradualmente, sostituire l’insoddisfazione con il vero benessere fisico, mentale e spirituale.

Per far questo, è utile conoscere un po’ meglio qualche aspetto della nostra mente.

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Uno strumento straordinario

La bella notizia è che abbiamo già tutto ciò che ci serve – abbiamo un cervello e abbiamo una mente. La brutta notizia è che pochi si sono presi la briga di insegnarci come utilizzarli al meglio.

Il punto di partenza è il cervello, quel meraviglioso organo al centro del nostro sistema nervoso, che si forma già durante la gestazione. Così, quando veniamo alla luce, si stima che il nostro cervello conti ben 100 miliardi di cellule nervose o neuroni, un numero equivalente press’a poco alle stelle che compongono la nostra galassia, la Via Lattea. Poi, attraverso l’esperienza e l’interazione con l’ambiente durante la crescita, fra questi neuroni si sviluppa una complessa rete di connessioni, dette sinapsi, che possono raggiungere i 100 trilioni – un numero sbalorditivo, per noi inimmaginabile.

Le sinapsi regolano l’incessante comunicazione fra neuroni, trasmettendo le informazioni provenienti sia dai vari stimoli esterni, raccolte attraverso i nostri cinque sensi, che dagli stimoli interni al nostro corpo al fine di farci produrre la risposta migliore in ogni data situazione.

Questa complessa attività elettrochimica sta alla base della nostra intelligenza e del nostro benessere.

E rappresenta per noi un potenziale enorme.

Se nutriamo ancora dei dubbi sull’importanza di quel chilo e mezzo scarso di materia grigia, ci basti pensare che, pur costituendo una parte minima del nostro peso (mediamente il 2%), assorbe fino al 20% dell’energia che produciamo. Senza dubbio, la natura lo considera un organo rilevante per la sopravvivenza.

Perché allora non scegliere di utilizzarlo nel miglior modo possibile?
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"L'attività neuronale sta alla base della nostra intelligenza, benessere e realizzazione nella vita."

Uno strumento straordinario

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Onde cerebrali e livelli di coscienza

L’attività bioelettrica dei nostri neuroni corticali genera le cosiddette onde cerebrali, che possono essere misurate e registrate con l’impiego di un elettroencefalografo, uno strumento utilizzato in diagnostica medica. Il tracciato, sotto forma di linee ondulate, ne dà l’ampiezza di oscillazione espressa in microvolt, la quale indica quanti neuroni sono coinvolti in un dato compito, e l’intervallo di frequenza espresso in hertz o cicli al secondo.

In base alla frequenza, gli scienziati hanno ordinato le onde cerebrali in quattro ritmi principali, chiamandoli con le lettere dell’alfabeto greco: alfa, beta, theta e delta, ai quali si è poi aggiunto il gamma. Oggi sono in corso interessanti studi sui ritmi lambda, molto veloci ed epsilon, molto lenti.

Noterai che la prima lettera, alfa, denota in realtà un ritmo più lento del beta. Questo perché Hans Berger, il medico tedesco che per primo ha studiato l’attività elettrica del cervello umano, inventando lo strumento per misurarla, ha considerato l’alfa come ritmo di base. Queste onde, presenti nel soggetto a occhi chiusi, sono sostituite dalle più veloci onde beta all’apertura degli occhi. Come spesso accade, la sua ricerca incontrò forti resistenze e derisione quando fu pubblicata nel 1929. La comunità scientifica ne riconobbe la validità solo nel 1937, dopo ulteriori conferme da parte di altri studiosi. Le onde alfa sono anche dette «onde di Berger».

Molto bene, abbiamo il nostro bel tracciato. Ma quel che più ci interessa sotto il profilo pratico sono i livelli di coscienza, perché è su di loro che possiamo intervenire per realizzare le nostre aspirazioni di vita.

Come raffigurarceli?

Immaginiamo semplicemente che l’attività elettrica del cervello dia vita a un’onda che si alzi e si abbassi, proprio come avviene per le onde del mare, in base a ciò che pensiamo o ciò che facciamo. L’onda sale o scende e con lei cambia il livello di coscienza dominante in ogni singolo istante della nostra esistenza, dal primo vagito all’ultimo respiro. Di frequente, altre onde  cerebrali sono presenti insieme alla dominante, anche se in misura talvolta minima.

Questi livelli mentali, la cui qualità è correlata anche al nostro stato d’animo, esistono in un continuum, senza cioè che ci sia una netta interruzione fra di loro. Pensiamo per esempio a quando ci addormentiamo: in realtà non c’è un brusco passaggio dalla veglia al sonno profondo, ma piuttosto un graduale procedere, per quanto rapido, dall’uno all’altro stato.

Quindi il livello di coscienza non è altro che la mutevole condizione in cui viene a trovarsi la nostra mente – veglia attiva, dormiveglia, fantasticheria, meditazione, ipnosi, sonno, sogno, coma ecc. –, uno stato che possiamo facilmente riconoscere da soli o con l’aiuto di un osservatore esterno quando la nostra coscienza è inattiva, come per esempio nel sonno.

A ogni livello corrispondono stati mentali diversi. Così attenzione e focus sono caratteristici della veglia, ma non del sonno; il rilassamento è presente nel dormiveglia, ma non nella veglia e così via.

Essi cessano quando il tracciato dell’elettroencefalogramma è piatto e viene dichiarata la nostra morte cerebrale.

Ma, finché siamo in vita, il mio consiglio è di occuparcene, perché abbiamo tutti la capacità di trarne beneficio – basta un po’ di addestramento mentale!

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I ritmi della vita

Quando consideriamo i quattro ritmi principali – alfa, beta, theta e delta – teniamo presente che sono tutti necessari al nostro benessere psicofisico, nessuno di loro è migliore di un altro e tutti hanno aspetti sia positivi che negativi. Per esempio, l’eccesso di un ritmo dominante è negativo quanto la sua insufficienza.

Vediamo ora questi ritmi, dal più veloce al più lento, e le caratteristiche loro associate.
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Il ritmo beta

Frequenza: circa 30-13,5 Hz

È il ritmo che sperimentiamo più a lungo nell’arco della giornata, riferendosi allo stato di veglia attiva, quando la nostra consapevolezza è rivolta al mondo esterno: siamo attenti, concentrati, abbiamo focus e lucidità mentale, sappiamo analizzare e organizzare le informazioni, pianificare, svolgere le varie attività quotidiane.

Il ritmo beta produce un aumento significativo dell’attività dell’emisfero cerebrale sinistro e rappresenta un elevato stato di funzionamento mentale, considerato normale negli adulti sani. Quasi assente nei bambini e negli adolescenti, tende poi a essere il ritmo prevalente. È associato anche a un certo tipo di tensione, muscolare e mentale, che ci serve per vivere.

Un eccesso di queste frequenze è negativo e caratterizza le persone ansiose, preoccupate o stressate, incapaci di rilassarsi veramente e le persone alla costante ricerca di eccessive stimolazioni.

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Il ritmo alfa

Frequenza: circa 13,5-7 Hz

Più lente delle onde beta, le alfa corrispondono allo stato di veglia rilassata o di dormiveglia, nel quale siamo ancora consapevoli del mondo esterno e di quanto accade, il corpo è disteso, la coscienza comincia a volgersi verso l’interno. La mente si acquieta e in noi prevale una forma di riflessione interiore libera dall’attenta valutazione delle informazioni e capace pertanto di produrre insight e ispirazione per la facile soluzione dei problemi che ci affliggono.

È il ritmo di base, capace di procurarci il «vero» rilassamento – un toccasana per lo stress e una fase indispensabile per dormire bene – ed è così importante per mantenere vitalità, buonumore e armonia che il nostro cervello è addirittura predisposto naturalmente ad entrarvi ogni novanta minuti circa. Quando ciò si verifica di giorno, parliamo di sonnolenza o di un attimo di distrazione, per esempio, oppure ci sembra che il nostro orologio interno abbia perso o acquisito qualche battito, se c’è stata una distorsione temporale. Di notte è presente durante il sonno REM, quando i movimenti rapidi oculari indicano che stiamo sognando.

Il ritmo alfa, che inizia a comparire non appena chiudiamo gli occhi per rilassarci, è associato alla visualizzazione creativa, alla meditazione e all’ipnosi – tensione e paura si dileguano, lasciando spazio a sensazioni molto piacevoli di pace e benessere. Le persone molto creative, che sanno risolvere i problemi in maniera innovativa o sanno dar vita a opere d’arte sono in grado di procurarsi le onde alfa a volontà e di utilizzarle al meglio.

È il ritmo dominante nell’infanzia e prima adolescenza – pensiamo soltanto a quante cose siamo riusciti a imparare in quegli anni –, sembra prevalere nelle persone estroverse e contraddistingue il leader naturale.

Per tutti noi rappresenta lo stato mentale detto di flow, lo stato ottimale di funzionamento, caratterizzato da una mente equilibrata e apportatore di numerosi benefici, quali:

  • buona stabilità emozionale
  • mente lucida, con prevalenza del pensiero positivo e ottimistico e prevenzione di errori decisionali
  • sistema immunitario rafforzato, con guarigione più rapida e prevenzione della malattia
  • peak performance nell’ambito di elezione – che significa eccellere in ciò che facciamo; è qui, per esempio, che lo sportivo entra in the zone
  • capacità di apprendimento notevolmente potenziata
  • maggiore felicità, perché lo stato alfa è associato al rilascio del neurotrasmettitore serotonina, considerato un antidepressivo naturale.

Quando le frequenze alfa sono in eccesso, la persona è svogliata, manca di focus mentale e rischia di perdersi spesso in fantasticherie improduttive.
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Il ritmo theta

Frequenza: circa 7-4 Hz

Ritmo caratteristico del rilassamento psicofisico profondo, presente nella fase onirica del sonno (REM). Possiamo raggiungerlo volutamente con l’ipnosi, per esempio, o la meditazione.

È il ritmo dell’autoipnosi, il ritmo prodigioso che attiva numerose aree cerebrali normalmente inutilizzate, rendendoci ricettivi a informazioni che altrimenti resterebbero celate alla nostra consapevolezza cosciente. È a questo livello che il fattore critico della mente razionale viene bypassato, consentendoci l’accettazione di credenze e suggerimenti molto salutari per noi e l’accesso alle nostre più alte potenzialità.

È il livello che fa esclamare Eureka! e ha generato la maggior parte delle scoperte scientifiche, geografiche ecc. fatte fino a oggi, oltre a ispirare musicisti, scrittori, artisti, nonché le persone straordinarie.

È eccezionale per:

  • fare una veloce ricarica di energia durante il giorno
  • debellare lo stress
  • accrescere intuizione e creatività per risolvere vecchi problemi o pervenire a nuove ideazioni
  • migliorare sensibilmente l’apprendimento e la memoria a lungo termine
  • modificare vecchie credenze limitanti sì da avere effetti positivi sull’autoimmagine e l’autostima
  • ricordare sogni dimenticati o far riemergere il ricordo di vecchie esperienze
  • espandere la vita spirituale e, con essa, il senso di pace e di gioia interiore.

Alcuni studiosi sostengono che a una certa frequenza theta, molto prossima al delta, possa verificarsi la guarigione che la scienza considera inspiegabile.

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Il ritmo delta

Frequenza: circa 4-0 Hz

È un ritmo lento, di grande ampiezza, dominante nel bambino durante il primo anno di vita. Normalmente caratterizza il sonno profondo senza sogni e condizioni patologiche come, per esempio, il coma. Può anche manifestarsi nell’ipnosi molto profonda.

È stato rilevato negli stati meditativi eccezionali che solo pochi maestri spirituali sanno raggiungere, perché è molto difficile mantenere qualche barlume di consapevolezza a questo livello. In tal caso, il ritmo delta dona grande empatia e intuizione, connessione con tutti gli esseri senzienti e con quella che possiamo chiamare l’Intelligenza universale.

È stato inoltre osservato, in combinazione con altri ritmi cerebrali, in alcuni terapeuti particolarmente dotati e in alcuni sopravvissuti a esperienze traumatiche – persone capaci di una intuizione fuori dalla norma.

È associato a effetti altamente benefici di ringiovanimento, guarigione e rigenerazione psicofisica. Ecco perché è molto importante dormire bene!

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Menti straordinarie

Solo di recente alcuni ricercatori in diverse parti del mondo si sono avventurati nello studio di ritmi cerebrali considerati straordinari, perché solo pochi meditatori molto esperti sanno raggiungerli consapevolmente.

Il primo è il ritmo gamma, che con le sue frequenze dai 30 ai 100 Hz si situa al di sopra del normale stato di veglia attiva, indicando un grado di vigilanza tanto accentuato da farlo considerare un «superbeta». Gli scienziati lo hanno rilevato studiando il cervello di alcuni monaci tibetani mentre meditavano sulla compassione amorevole. Questo ritmo viene associato a esperienze mistiche accompagnate da una grande espansione della consapevolezza.

Sono stati inoltre individuati due ritmi cerebrali che presentano frequenze estremamente basse (<0,5 Hz), o estremamente elevate (>100 Hz). Chiamati rispettivamente ritmi epsilon e lambda, entrambi sembrano presentare una sincronizzazione pressoché perfetta dell’attività elettrica dei due emisferi cerebrali e si verificano durante stati di meditazione eccezionali. Sono associati a stati di coscienza estatici che donano ispirazione, insight e livelli di consapevolezza molto elevati, con un profondo senso di interezza e integrazione dell’essere.

Emerge un fatto interessante: sembra che qui gli estremi opposti si incontrino in una medesima esperienza. La scienza saprà esserci più precisa in futuro.

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"Un'unica ninfea in un tripudio di riflessi sull'acqua di uno stagno birmano"

Ninfea in uno stagno birmano

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Perché non farne tesoro?

L’essere umano non è un pupazzo impotente che l’Universo si è divertito a lanciare alla rinfusa sulla terra, lasciandolo in balia degli eventi! Abbiamo una mente – e in essa è racchiuso il nostro potere personale di gestire quegli eventi.

Lo sviluppo mentale, emozionale e spirituale è alla portata di tutti noi.

Nell’arco delle ventiquattro ore, attraversiamo naturalmente l’intera gamma delle frequenze cerebrali. Ciò significa che tutti noi ne abbiamo già una conoscenza diretta, che costituisce un’ottima base per accedervi consapevolmente.

E allora perché non farne tesoro, imparando a procurarci il ritmo cerebrale giusto nel momento giusto?

Per esempio,

  • un ritmo veloce quando siamo chiamati a prestazioni mentali o fisiche fuori dall’ordinario;
  • un ritmo rilassato per generare soluzioni innovative, migliorare la salute, procurarci la gioia;
  • un ritmo lento per rigenerarci, ringiovanire, ingaggiare le funzioni creative del nostro inconscio.

Anche tu puoi farlo.

E allora ti scoprirai più intelligente. Non sprecherai più tempo ed energia cercando di fare una cosa nel ritmo sbagliato e questo ti faciliterà enormemente la realizzazione dei tuoi obiettivi. E ti sentirai ben presto una persona nuova, diversa – una persona di successo.

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Una mente altamente efficiente

Credo che il viaggio più stupefacente che l’essere umano possa compiere sia quello all’interno della propria mente, nel quale impara a conoscerla, gestirla e a guidarne il flusso creativo.

Noi traduciamo i nostri sogni in realtà nel momento stesso in cui raggiungiamo un mix ottimale fra abilità, credenze e comportamento.

Il desiderio, da solo, non è sufficiente – rischia di rimanere un pio desiderio. È lo «speriamo di farcela…», che spesso alimenta un atteggiamento di inconcludente inerzia. Ma se nutriamo un ardente desiderio e mettiamo il nostro impegno personale sia nella fase di apprendimento che in quella di applicazione, le chances di riuscita sono tutte dalla nostra parte.

Allora, sarà solo questione di tempo.

Ora, fare ipnosi significa semplicemente gestire con maestria i nostri livelli di coscienza, partendo dal beta e andando poi a utilizzare principalmente i ritmi alfa e theta per potenziare le nostre abilità. La stessa ipnosi, impiegando le strategie adeguate, ci permette di cambiare eventuali credenze negative, sì da sviluppare fiducia in noi stessi e passare speditamente all’azione.

L’ipnosi è uno stato esperienziale. Come tale, è meglio imparare sotto la guida di un professionista esperto, che saprà darci le istruzioni giuste e ci aiuterà a correggere eventuali errori. Ci alleneremo a rallentare gradualmente il nostro ritmo cerebrale, ad apprezzarne la piacevolezza e i benefici, e in breve saremo in grado di riconoscere da soli la profondità del livello raggiunto.

Sapremo allora muoverci lievemente sull’onda, spostandoci a volontà in su o in giù a seconda delle nostre esigenze del momento. Beta–alfa–theta–alfa–beta… proprio come in una danza.

Saremo padroni della nostra mente e potremo armonizzare sempre meglio le funzioni logiche con quelle creativo-intuitive, potremo mantenerci giovani e sani e vivere una vita produttiva e gioiosa.

Perché aspettare?

Puoi imparare a fare ipnosi in poche ore insieme ad altri, in gruppi volutamente piccoli per la migliore riuscita. Oppure, se preferisci sentirti più libero e avere la mia attenzione indivisa, puoi scegliere le sedute individuali di ipnosi.

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Image credit: Uno strumento straordinario, ©iStockphoto.com/Andrew Ostrovsky
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© 2015 Emma Gasperoni, IpnoBenessere.
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PROFILO DELL’AUTORE: Emma Gasperoni, fondatrice di IpnoBenessere, è Ipnotista certificato e Coach personale & professionale che ti facilita l’acquisizione di modelli di pensiero e strategie empowering, cioè capaci di ripristinare il tuo potere personale, sì da sentirti motivato e ispirato a costruire la tua grandezza. Per leggere altri articoli scritti da Emma e per saperne di più sui servizi di consulenza, corsi e workshop che offre, visita il suo sito www.ipnobenessere.com o contattala direttamente via email o per telefono allo 0283425599.


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